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    11/4/2007

    "His Way Home" - Parte Terza

    Lord Tynemouth corse sul ponte della fregata e si gettò nell’oceano.
    Egli fu sorpreso quando il suo corpo venne in contatto con il liquido argenteo: esso non era bagnato, né umido, ma era quasi tiepido e incredibilmente morbido e vellutato.
    Emanava un gradevolissimo profumo di fiori selvatici che cullava i sensi, e il gentiluomo si sentiva come avvolto da grandi e soffici braccia che l’avrebbero protetto fino alla meta.
    Chiuse gli occhi quando si vide sul ciglio dell’abisso, e poi sentì che cadeva…
    Fu una discesa innaturale, come se l’acqua stessa si fosse impigrita e avesse voluto rallentare la sua corsa.
    Si udiva solo un leggero scroscio, come una piccola cascata in un ruscello.
    La luce si affievoliva impercettibilmente, fin quando non divenne altro che un bagliore soffuso.
    Nulla si vedeva, se non un chiarore argentato che sembrava illuminare ogni punto in cui il gentiluomo passava per poi spegnersi subito dopo.
    Tynemouth aveva perso la percezione del suo corpo, perché nulla lasciava distinguere l’alto dal basso, la destra dalla sinistra, ed egli non capiva neppure se davvero stava cadendo, oppure se ogni cosa fosse all’improvviso divenuta immobile.
    Passò il tempo, ma se erano stati istanti oppure secoli, questo non si sarebbe potuto indovinare.
    Il gentiluomo fece uno sforzo per muoversi, si strinse le braccia intorno alle gambe e nascose il viso contro le ginocchia. Così rannicchiato chiuse gli occhi, poiché la sua mente non poteva sostenere l’infinito del tempo e dello spazio, e i suoi sensi lo abbandonarono.

    ………………………………………………………………………………………………………………………………

    L’aria era fresca, e l’erba brillava per la rugiada del mattino.
    Lord Tynemouth socchiuse gli occhi, e rimase immobile: realizzò di essere disteso su un fianco, e i raggi del sole scaldavano il suo corpo lasciando una gradevole sensazione.
    Sentiva di aver riposato molto a lungo, in un luogo senza suoni né colori, ma ora provava il desiderio di muoversi.
    Per qualche istante non pensò a null’altro, ma subito le tracce di ciò che era stato rifluirono nella sua memoria, ed egli ebbe un brivido.
    Fu solo dopo qualche minuto che riuscì a riordinare i ricordi, e capì allora che la calma che si era sprigionata quando la croce aveva brillato doveva aver salvato le vite dei marinai.
    Era lui che voleva giungere al di là, e il mare gli aveva concesso l’onore di attraversare il confine.
    Tynemouth ricordò la preghiera pronunciata nella cappella di Winter Manor, e comprese che era stata proprio l’intercessione dei suoi antenati a proteggerlo fino ad allora.
    Comprendeva solo adesso che la tempesta non era stata una punizione divina: essa aveva messo alla prova il suo cuore, per vedere quanto lontano egli sarebbe stato disposto a spingersi per compiere una tacita promessa.
    Egli respirò il profumo del prato che gli sfiorava il viso, poi si fece forza sulle braccia e si sollevò a sedere: ancora una volta si mosse con estrema lentezza, come se avesse timore di disturbare la quiete di quel luogo incantato.
    Il gentiluomo si guardò intorno: era in una radura piena di fiori, e in centro vi era un albero secolare, che si ergeva splendido e maestoso.
    In alto si scorgevano sprazzi di cielo d’un azzurro primaverile, e ogni creatura era illuminata dolcemente dal sole del mattino.
    Un ruscello scorreva placidamente non lontano da lì, lasciando udire il suo gorgoglio, unico rumore insieme al canto dei molti uccelli nascosti tra i rami.
    L’uomo si alzò in piedi e mosse qualche passo, ma si arrestò quasi subito: vi erano due strade, quale direzione avrebbe dovuto prendere?
    Ristette per un momento schermandosi gli occhi con la mano, infine si voltò: era la direzione verso la quale lui aveva guardato quando si era svegliato.
    Non vi era sentiero, ma sapeva che quella doveva essere la via da seguire.
    Lord Tynemouth abbassò lo sguardo e racchiuse la piccola croce d’oro nella sua mano: essa lo aveva già guidato una volta, in un altro bosco incantato, ed egli doveva ancora una volta fidarsi di quel gioiello…e di lei.
    Rialzò la testa e si incamminò: uscì dalla radura e si diresse sempre davanti a lui, senza compiere alcuna deviazione.
    Il bosco diveniva più folto, e il sole lacerava il suo manto dorato nel tentativo di passare attraverso le folte chiome degli alberi.
    Il gentiluomo camminava lentamente, ma senza fermarsi: più di una volta gli parve di udire dei sussurri che aleggiavano intorno a lui, ma con sua sorpresa non provò alcun timore.
    Era come se le creature inanimate di quel luogo si fossero risvegliate da un lungo sonno al passaggio dell’uomo, e ora commentassero l’arrivo di quell’inatteso visitatore.
    Lord Tynemouth fu colpito più di una volta dall’impressione di aver già camminato tra quegli alberi, ma sempre aveva scosso il capo: non poteva essere qualcosa di reale, doveva trattarsi solo di una sensazione.
    Immerso in molti pensieri, non si rese conto che il bosco tornava a farsi luminoso, e fu un grande stupore quando di fronte ai suoi occhi si spalancò la brughiera.
    Eriche e felci coprivano la terra fin dove lo sguardo poteva giungere, e verso ovest un fiume tagliava la campagna, per gettarsi nel mare che si scorgeva in lontananza.
    Il gentiluomo guardò l’immensa distesa fiorita che si stendeva davanti a lui: non vi era essere vivente che avrebbe potuto indicargli la strada…Ma dopotutto, qual era la direzione che avrebbe dovuto farsi indicare? Egli stesso non sapeva dove andare.
    Lord Tynemouth fu assalito da una stanchezza improvvisa, tuttavia camminò ancora per un po’, fino a quando non scorse una grossa roccia ricoperta di muschio.
    Sedette, lasciandosi quasi cadere con tutto il suo peso, e si prese la testa tra le mani.
    Pianse a lungo: non si curò delle lacrime che gli scorrevano sul viso, non gli importava del fatto che il capo iniziasse a dolere.

    Se si fosse addormentato ancora una volta, una volta soltanto, per non svegliarsi mai più…era questo ciò che desiderava, poter sfuggire a un’illusione che lo aveva condotto troppo lontano da casa…

    ………………………………………………………………………………………………………………………………

    CASA!
    Lord Tynemouth balzò in piedi: nel momento stesso in cui aveva pensato a Winter Manor, ogni cosa era improvvisamente divenuta chiara, ogni sensazione trovava una ragion d’essere.
    Il masso su cui sedeva, non aveva forse ascoltato il suo pianto silenzioso in un giorno d’inverno?
    E quel bosco, non aveva forse udito la sua corsa concitata in mezzo alla neve?
    E quella radura, non era forse la stessa in cui…?
    Il gentiluomo scosse la testa, come a voler ordinare il vortice di idee che la sua mente stava creando: non poteva essere la stessa radura, perché nell’altra non vi era che lo scheletro di un albero ormai secco!
    Il respiro era affannoso, e il suo cuore batteva più forte: l’intuizione che egli aveva intravisto in fondo al suo cuore andava al di là di ogni logica, ma se solo fosse stata vera…

    Al di là del mare…mi troverai.

     
    L’eco di quelle parole ritornò ancora…così era stato…al di là del mare lui era giunto, aveva sfidato il mare stesso per tornare da lei

    No, non solo il mare…egli aveva sfidato il tempo e lo spazio, e a lui solo era stato concesso questo privilegio…unico essere umano ad aver attraversato il confine del mondo che era anche il confine delle età…
    Egli era stato lasciato passare, per il suo coraggio, per la sua devozione, per il suo sacrificio!
    Laggiù, in cima a una collina, il sole ormai alto aveva svelato una sagoma bianca: era una grande dimora, era Winter Manor!
    Il gentiluomo sussultò quando si sentì sfiorare il braccio, ma rimase immobile.

    Sei venuto.

     Queste parole risuonarono nella sua mente…no, non nella sua mente! Questa volta aveva udito con gli umani sensi!
    Lord Tynemouth sorrise, e il suo cuore ora si inondava di un’emozione troppo grande per essere raccontata.
    Strinse tra le dita il mirabile gioiello e si voltò lentamente.


    FINE




    Questo racconto è stato scritto da me, vi prego di non copiarlo o riportarlo in altre pagine web senza il mio consenso. Grazie.



    Comments (1)

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    Caspita che finale!! davveo emozionante.. complimenti cara!!
    Nov. 12

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